Gardaland: un sogno che si avvera

Un sogno nel cassetto

Gardaland: Avete mai avuto un sogno nel cassetto? Come un qualcosa che vi portate dietro da che avete ricordi e che, per un motivo o per un altro non avete mai avuto la possibilità di fare?

Una di quelle cose per cui avete letteralmente rotto l’anima ai vostri genitori per anni (quando non addirittura per decenni), ma loro per motivi ancora ignoti non vi hanno mai accontentati.

Un qualcosa che vi siete portati dentro anche nell’età adulta e che magari fra un impegno e l’altro ad un certo punto vi è passato di mente, ma poi (per esempio) un’immagine al TG ha fatto tornare d’improvviso tutto a galla.

Insomma, avete capito no? Ecco: per me quel sogno, quel “qualcosa” era proprio il parco divertimenti più famoso e più grande d’Italia.

Un viaggio lungo un sogno

Come dicevo qualche giorno fa, ad Ottobre dello scorso anno sono stato a Verona per un viaggio in solitaria.

Arrivato il 20 in tarda mattinata, ho utilizzato il resto della giornata semplicemente per prendere informazioni su come raggiungere il parco, il giorno dopo.

Ho evitato “spoiler” di qualsiasi tipo: ho volutamente ignorato qualsiasi informazione riguardo le attrazioni di Gardaland, in modo da potermele godere al massimo una volta arrivato lì.

Premetto che amo letteralmente tutte le attrazioni “adrenaliniche”. Ero già stato anni prima a Mirabilandia ed avevo fatto praticamente solo quelle… più volte (OVVIAMENTE!).

Ovviamente sapevo ci fossero anche a Gardaland, ma per qualche strana ragione avevo sempre pensato che questo fosse un parco più per famiglie e bambini.

Mai errore più grande! Ed ora vi spiegherò perché.

Viaggiando verso il parco

Gli “esperti” già sapranno che il parco durante la stagione invernale, apre alle 10:00 e chiude alle 18:00 e che, per arrivarci da Verona, bastano circa 30 minuti di autobus.

Ebbene, io quella mattina del 21 Ottobre 2018, mi sono svegliato alle 6:30 del mattino, (cosa che non faccio MAI neanche quando devo andare a lavoro).

Faccio colazione cercando di fare meno rumore possibile, per non svegliare gli altri ospiti del bellissimo B&B Giulietta House e alle 7:30 esco per dirigermi in stazione.

Ovviamente per non perdere troppo tempo, già la sera prima avevo fatto i biglietti di andata e ritorno per il parco: il primo autobus disponibile per l’andata e ovviamente l’ultimo per il ritorno, in modo da godermi ogni minuto possibile.

Sempre per evitare di perdere tempo, sono arrivato in stazione tre quarti d’ora prima della partenza di suddetto autobus. Non sia mai qualche ritardo, qualche contrattempo, un imprevisto!

Tutto questo per farvi “toccare con mano” l’eccitazione che premeva, sapendo che di lì a pochi minuto avrei realizzato uno dei miei più grandi sogni!

Alle 8:45 arriva l’autobus, salgo, oblitero il biglietto e mi metto comodo a sedere: mi guardo intorno e mi accorgo di avere intorno a me una quarantina di persone tutte con la stessa “ansia”: tutti sopra i 25 anni tranne uno di circa 10.

Arrivo a Gardaland

Ero in visibilio: guardavo perennemente fuori fuori sperando di vedere in lontananza magari la curva di qualche coaster, o un dettaglio anche minuscolo di una qualsiasi delle attrazioni.

Un viaggetto lungo poco meno di un’ora ma che sembrava non finire mai, ve lo giuro e poi… ECCOLO LI’!

Gardaland

I cancelli di Gardaland: Finalmente il sogno era avverato!!!

L’unico modo che ho per spiegarvi cosa ho provato in quel momento è la prima cosa che mi è venuta in mente appena varcato quel cancello:

L’eccitazione di un bambino nel corpo di un adulto di 31 anni!!!

Chi di voi è già stato in questo parco, saprà benissimo che una volta varcati i cancelli, fatta la fila chilometrica per le biglietterie ed entrati finalmente nel parco, la prima attrazione che ci si ritrova davanti è “L’Albero di Prezzemolo”

E dopo averlo visto in ogni pubblicità, in ogni notizia ai TG che riguardasse il parco, in ogni locandina, insomma veramente dappertutto, beh al diavolo per un minuto le attrazioni adrenaliniche e torniamo bambini per un po’.

Insomma mi consegnano la mappa del parco che, troppo preso dal guardarmi intorno affascinato ed estasiato, piego e metto distrattamente in tasca.

Come detto poco sopra, avevo volutamente evitato di leggere qualsiasi informazioni sulle varie attrazioni, quindi sono entrato nella Magic House (praticamente dentro l’albero), senza sapere cosa aspettarmi, credendo erroneamente fosse solo un’attrazione per bambini.

Inizia l’avventura

La Magic House rappresenta la dimora di Prezzemolo, la mascotte del parco e qui si può assistere alla storia della sua casa, abitata anche da un mago misterioso.

L’attrazione è completamente sotterranea e ci si accede dalla superficie attraverso un ascensore (completamente al buio) da dove si assisterà all’inizio della storia.

Successivamente si accede, dopo una breve spiegazione alla vera e propria casa di Prezzemolo e i visitatori prenderanno poi posto su due spalti laterali posti uno di fronte all’altro.

A questo punto gli spalti iniziano ad oscillare facendo perdere completamente l’orientamento ai visitatori, anche e soprattutto grazie ai movimenti opposti dell’intera sala: un bel giro a 360° prima da una parte e poi dall’altra.

E menomale che era un’attrazione per bambini! Mica male come benvenuto!

Purtroppo il non essermi informato prima di ciò che mi aspettava, di contro ha che non mi sono attrezzato per poter fare foto e/o video “on board”, ma questo video trovato in rete è piuttosto chiaro.

Uscito dalla magic house ho “scoperto” che l’entrata per salire sull’albero era in un altro punto, più avanti.

Salito fino in cima, non ho potuto che godermi lo spettacolo incantevole del panorama dell’intero parco con le mie attrazioni preferite che mi attendevano in lontananza:

I video qui sopra linkati non sono miei, perché appunto come spiegato prima non ero attrezzato per poterli effettuare io stesso, ma credo di aver scelto quelli che a parer mio rendono meglio l’idea.

Conclusioni

Questo parco divertimenti è davvero ben oltre ciò che mi aspettavo. Purtroppo la mia vacanza è stata davvero troppo corta e a causa delle lunghe file (la più corta è durata più di 30 minuti), oltre le su citate attrazioni ho potuto godermene solo altre due decisamente più “soft”.

Durante la stagione invernale il parco è aperto solo nei fine settimana e al massimo nei giorni di festa, e comunque in orari molto limitati rispetto alla stagione estiva.

Veramente troppo poche le ore a disposizione per poter davvero godere il parco al 100% soprattutto se, abitando ad oltre 1000 km non si ha la possibilità di fermarsi in zona per un tempo più lungo.

Poco male comunque, nulla mi vieta di tornarci in futuro. Magari perfino quest’anno se farò in tempo, anche se sto organizzando un viaggio di cui però vi parlerò più avanti.

Non ho da muovere particolari critiche; forse qualcosa da ridire ce l’avrei sul costo dei luoghi di ristoro, (uno striminzito panino con una fetta di porchetta €4.50 mi pare lievemente esagerato, in effetti). Ma d’altronde non è obbligatorio accedervi, quindi è non più di una personalissima opinione.

Credo (anzi ne sono certo) che un giorno tornerò, magari per visitare qualche attrazione più soft e magari godermi qualcuno dei bellissimi spettacoli in scena… chissà!